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Il termine "scienza rottame" viene dall'inglese
"Junk Science". Questo termine è stato coniato da Steven Milloy,
un analista americano famoso per la sua dedizione alla demolizione
di studi inutili, fasulli e tendenziosi.
Per scienza rottame s'intende quindi quel tipo
di pseudo-scienza prodotta per scopi di lucro e applicazioni politiche,
piuttosto che per genuina ricerca volta a risolvere o a scoprire.
Sfortunatamente per i cittadini, questa "scienza"
è altamente redditizia, e molti "grossi" nomi della medicina, statistica,
sociologia e così via non hanno potuto resistere al richiamo del
denaro pubblico o privato, nonché all'appello di carriere professionali
o anche politiche spesso fulminanti in cambio dell'ottenimento dei
"giusti" risultati nella loro ricerca.
Scienza rottame è anche quella "scienza" che, anziché
salpare alla scoperta di qualcosa, crea a ritroso le basi scientifiche
per giustificare qualcosa di politicamente predeterminato, come
tassazioni, proibizioni, e diversioni politiche.
L'applicazione più éclatant della scienza rottame
sono le attribuzioni di malattie al fumo, sia esso primario o passivo.
Esse, infatti, sono tutte basate su studi epidemiologici di malattie
a base multifattoriale.
L'epidemiologia è uno strumento formidabile quando
esiste una sola causa e un solo effetto, ma essa diventa enormemente
imprecisa e quindi totalmente inutile quando molte cause producono
lo stesso effetto, come nel caso delle malattie cardiovascolari
i cui noti fattori concomitanti sono oltre trecento a tutt'oggi,
ma dove si fa apparire il fumo (cibo, alcol... dipende dal bersaglio
politico) come causa determinante di tali malattie. E' vero che
esistono metodi per "filtrare" i fattori confondenti, ma essi sono
tanto aleatori quanto i pregiudizi e le tendenze di coloro che conducono
lo studio. Siccome è impensabile che gli antifumo non siano al corrente
di questa basilare realtà, ciò tende a favorire la teoria della
disonestà politica più che quella dell'incompetenza professionale
quando si leggono, per esempio, gli avvertimenti sui pacchetti di
sigarette.
La scienza rottame però non copre solo il fumo,
ma i temi più svariati, e causa un equivalente ammontare di isterismi
locali o globali: onde elettromagnetiche, riscaldamento planetario,
varie forme di inquinamento, cibi, abitudini, alcol, sesso, lavoro,
automobili, telefonini, scarpe, animali domestici, integratori alimentari,
cavolini di Bruxelles, e migliaia di altri esempi. Tutto è fonte
di pericolo, rischio, paura, diffidenza, sospetto - e tutto giustifica
più sorveglianza e controllo di stato, regolamenti, interferenza
burocratica e, naturalmente, tassazione.
Alla fine di ogni studio "junk science" si legge,
sempre e senza eccezione: "...Più fondi sono richiesti per approfondire
la ricerca in corso", mentre all'inizio dello studio è sempre scritta
una premessa che i vari Ministeri della Sanità e altri allarmisti
professionisti si dimenticano sempre di dirci, chissà come mai:
"Queste associazioni statistiche potrebbero non
riflettere le reali cause ed effetti biologici" (*). Un'industria
con un giro d'affari di centinaia di migliaia di miliardi l'anno
è stata sviluppata per spaventare la gente ed implicare vaghe promesse
di una non meglio precisata vita "migliore" in cambio dell'immediata
resa di fondi, stili di vita e libertà personali, costantemente
erose in nome della sicurezza e della salute.
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(*) Traduzione dall'inglese del testo integrale
della premessa:
"Avvertimento statistico: i rischi attribuibili
potrebbero essere non giustificabili scientificamente. [I rischi]
sono estrapolati da associazioni statistiche molto incerte. Queste
associazioni potrebbero non riflettere le reali cause ed effetti
biologici. Nel migiore dei casi, un'associazione statistica è una
rappresentazione di quanto è stato osservato nella particolare popolazione
che è stata studiata, e non è applicabile ad altre popolazioni che
non sono state studiate".
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