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Il Libertarismo è una filosofia politica che ha alla
base i diritti individuali naturali ed imprescrittibili alla vita,
alla libertà ed alla proprietà. Assioma fondamentale del Libertarismo
è infatti che nessuno può aggredire la persona o la proprietà altrui.
I Libertari sono ben coscienti che in tutta la Storia è lo Stato
che si è rivelato il più pericoloso aggressore dei diritti naturali
degli uomini. Infatti mentre tutti i soggetti privati si procurano
le proprie entrate attraverso transazioni volontarie, come donazioni
oppure acquisti volontari di servizi da esse offerti sul mercato,
lo Stato è l'unico soggetto che si procura le proprie entrate tramite
l'estorsione, chiamata tassazione. Mentre tutti i soggetti privati
si procurano la manodopera sul mercato pagandola a prezzi di mercato,
lo Stato è l'unico soggetto che opera la riduzione in schiavitù,
chiamata coscrizione. Mentre tutti i soggetti privati cercano il
consenso degli utenti proponendo servizi migliori o a prezzi inferiori
rispetto alla concorrenza, lo Stato è l'unico soggetto che ha il
potere di dichiarare fuorilegge chiunque si metta in concorrenza
con lui. Un altro elemento essenziale è che laddove opera il mercato
decidi sempre il singolo: se il 51% (ma anche il 99%) della popolazione
decide di fare una certa scelta la decisione riguarda solo loro
e chi dissente non devi subire i costi e le conseguenze della scelta
della maggioranza. Ma dove c'è lo Stato se il 51% della popolazione
decide di fare una certa scelta anche chi dissente è obbligato a
subirne i costi e le conseguenze. Nel mercato il singolo contribuiscieal
100% della scelta in quello che lo riguarda, nello Stato solo a
1 diviso 55.000.000 della scelta. Per di più nel mercato il cittadino
vota tutti i giorni, mentre nello Stato vota solo quando glielo
consentono i polici.. Su queste basi i Libertari ritengono, pertanto,
che l'unico sistema politico compatibile con la libertà umana è
il libero mercato, cioè quel luogo in cui la libera e volontaria
cooperazione tra gli individui rimpiazza la coercizione arbitraria
dello Stato. Il Libertarismo è un'ideologica che si è sviluppata
prettamente negli Stati Uniti e che solo negli ultimi anni ha cominciato
a diffondersi in Italia. Esso trova le sue radici nel liberalismo
radicale di John Locke e nella sua teoria dei diritti naturali.
Le idee liberali e libertarie trovarono terreno fertile tra i coloni
americane e furono alla base della rivoluzione americana, della
Dichiarazione di Indipendenza e della Costituzione degli Stati Uniti.
In America il liberalismo classico viene a saldarsi con la tradizione
anarchico-individualista Se per Thomas Jefferson "il governo migliore
è quello che governa meno", per Thoreau (autore di Disobbedienza
Civile) è quello "che non governa per niente". Se per Paine lo Stato
è un male purtroppo necessario, per Lysander Spooner ("No Treason
- la Costituzione senza autorità") è un organizzazione criminale
dedita all'aggressiona ed alla rapina rapina. In questo secolo di
notevole importanza è il libro di Albert J. Nock "Il nostro Nemico,
lo Stato" del 1935. Tuttavia è a partire dagli anni '60 che il moderno
Libertarismo comincia a raggiungere una formulazione compiuta. La
filosofa e romanziera russa Ayn Rand, fondatrice dell'Oggettivismo,
pubblica alcuni dei suoi libri più significativi ("The Virtue of
Selfishness" e "Capitalism, the Unknow Ideal", divenendo un punto
di riferimento fondamentale per l'ala miniarchica del Libertarismo,
cioè favorevole ad uno Stato costituzionale minimo. Miniarchico
è anche Robert Nozick, il cui libro "Anarchia, Stato, Utopia" del
1973 ha notevole successo nel mondo accademico. L'ala anarcocapitalista
trova i suoi maggiori interpreti in Murray N. Rothbard (per quanto
riguarda la corrente giusnaturalista) ed in David Friedman (il principale
esponente della corrente utilitarista). I libri fondamentali di
Rothbard sono "Power and Market", "Per una nuova Libertà" e "L'Etica
della Libertà". A David Friedman si deve invece "L'ingranaggio della
Libertà". Come scrive Raimondo Cubeddu in "L'Atlante del liberalismo"
la critica anarcocapitalista dello Stato "non ha niente da invidiare
per radicalità a quella dell'anarchismo socialista: si potrebbe
dire, anzi, che la supera, infrangendo anche quella mitologia collettivistica
sulla quale quest'ultimo si è arroccato e che costituisce la ragione
della sua perdita di fascino".
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