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Città sussidiarie

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In una piccola comunità della Lucchesia gli abitanti hanno progressivamente sottratto al settore pubblico una serie di ambiti
Molti servizi vengono ritenuti di competenza dello Stato in ragione di qualche loro intrinseca caratteristica. L’ultimo IBL Focus scritto da Silvio Boccalatte – “Case study: la città sussidiaria. Partigliano: quando la realtà precede il diritto (pubblico)” – intende mettere in discussone tale convinzione, assai radicata ma egualmente infondata.

Il testo presenta alcuni aspetti di una piccola comunità della Lucchesia, Partigliano (frazione di Borgo a Mozzano), in cui grazie al fiorire di varie realtà associative gli abitanti hanno progressivamente sottratto al settore pubblico una serie di ambiti: dalla pulizia delle strade alla cura del verde pubblico, dalle attività ricreative fino al sostegno di quanti sono costretti ad un ricovero ospedaliero, e via dicendo.

Come rileva Boccalatte, Partigliano è una di quelle “comunità in cui alcuni – per la verità quasi tutti – i servizi principali sono forniti attraverso logiche privatistiche che pongono l’Amministrazione comunale in una situazione del tutto marginale”; e in questo senso può rappresentare un modello interessante, che collega la nostra realtà all’universo (assai più ricco di iniziative) delle città private statunitensi.

A giudizio di Carlo Lottieri, direttore del dipartimento Teoria politica dell’IBL, “grazie allo studio di Boccalatte è facile cogliere come l’espansione illimitata del welfare State non sia una necessità ineludibile, e che in virtù di determinate circostanze e di iniziative coraggiose è possibile introdurre logiche privatistiche in ogni settore, sottraendone il controllo agli apparati politici e burocratici”.

Il Focus “Case study: la città sussidiaria. Partigliano: quando la realtà precede il diritto (pubblico)” è liberamente disponibile qui: (PDF).